Cellulite: cos’è davvero e perché viene anche alle magre
La cellulite è un cambiamento dell’aspetto della pelle, non una malattia: il grasso che sta sotto la cute spinge verso l’alto, mentre delle bande fibrose che legano la pelle ai tessuti più profondi tirano verso il basso, e il risultato è la classica “buccia d’arancia”. Secondo la Cleveland Clinic riguarda tra l’80% e il 90% delle donne dopo la pubertà e meno del 10% degli uomini. Viene anche alle donne magre perché dipende soprattutto dalla struttura del tessuto, dagli ormoni e dalla genetica, e solo in parte dal peso.
Se ti hanno sempre detto che è colpa delle tossine o dell’acqua che non bevi, qui trovi cosa sanno davvero i dermatologi.
Com’è fatta la pelle e da dove nascono i “buchini”
La pelle ha tre strati: l’epidermide in superficie, il derma subito sotto e l’ipoderma, cioè il tessuto sottocutaneo, dove si trova il grasso. Questo grasso non è una massa uniforme: è diviso in tanti piccoli compartimenti separati da cordoni di tessuto connettivo chiamati setti fibrosi, che collegano il derma ai muscoli sottostanti.
Immagina un materasso imbottito con i bottoni: l’imbottitura gonfia gli spazi tra un bottone e l’altro, i bottoni trattengono il tessuto verso il basso. Dove i setti sono più tesi la pelle si infossa, dove il grasso preme si solleva.
Per questo la cellulite si vede di più quando sei in piedi, quando stringi la pelle tra le dita o contrai il muscolo, e quasi sparisce da sdraiata: cambia la tensione dei setti, non la quantità di grasso. Una review del 2020 su Dermatologic Surgery (Bass e Kaminer) conclude che i setti fibrosi hanno un ruolo centrale: i trattamenti che agiscono solo sul grasso o sul derma danno risultati poco duraturi.
Perché colpisce soprattutto le donne
La differenza principale sta nel modo in cui sono disposti i setti. Nelle donne tendono a correre paralleli tra loro e perpendicolari alla superficie, a distanze regolari, e formano delle “colonne” in cui il grasso può sporgere verso l’alto. Negli uomini sono più spesso incrociati, a rete, e la superficie resta più uniforme. Uno studio con risonanza magnetica (Querleux, 2002) ha osservato una quota più alta di setti perpendicolari proprio nelle donne con cellulite.
Contano poi altri fattori tipicamente femminili:
- Derma più sottile: offre meno “copertura” alle irregolarità sottostanti.
- Distribuzione del grasso: dopo la pubertà si concentra su cosce, fianchi e glutei, le zone dove la cellulite compare di più.
- Estrogeni: la cellulite spesso compare in adolescenza o in gravidanza e può accentuarsi nei periodi con più estrogeni, come gravidanza e allattamento.
Negli uomini è rara e, quando c’è, la letteratura la collega spesso a una carenza di ormoni androgeni. Ne abbiamo parlato nell’articolo sulla cellulite negli uomini e il ruolo degli ormoni.
Perché viene anche alle donne magre
Se sei magra e sportiva ma hai la buccia d’arancia sulle cosce, non c’è niente di strano. L’American Academy of Dermatology scrive che la maggior parte delle donne, anche molto allenate, ha la cellulite. Cleveland Clinic e Mayo Clinic dicono la stessa cosa: anche le persone molto magre o in ottima forma possono averla.
Una review del 2017 su Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology riporta che la cellulite non si spiega con un indice di massa corporea più alto, anche se i chili in più possono peggiorarne l’aspetto. Bastano una normale quantità di grasso sottocutaneo e setti disposti “alla femminile” perché le irregolarità si vedano, soprattutto con una luce radente.
C’è anche un paradosso: secondo l’AAD, dopo un dimagrimento importante la pelle meno tonica può rendere la cellulite più evidente, non meno.
I fattori che contano davvero
La causa esatta non è ancora nota, ma le fonti mediche concordano su alcuni fattori:
- Genetica: la cellulite tende a ricorrere in famiglia e secondo Mayo Clinic potrebbe essere il fattore che pesa di più. Influisce sulla struttura della pelle, sulla sua consistenza e sulla forma del corpo.
- Ormoni: sesso femminile, pubertà, gravidanza.
- Età: con gli anni la pelle perde elasticità e le irregolarità si notano di più.
- Peso: aumentare di peso rende la cellulite più visibile, ma non è la causa unica.
- Sedentarietà: Mayo Clinic la indica tra i fattori che aumentano la probabilità di averla. Va detto che su dieta e stile di vita come cause dirette le prove sono più deboli rispetto a genetica e ormoni.
- Spessore della pelle: una cute più sottile mostra di più quello che c’è sotto.
Miti da sfatare
“Sono tossine che ristagnano”
Nessuna delle fonti mediche consultate (AAD, Cleveland Clinic, Mayo Clinic, Humanitas, le review su PubMed) descrive la cellulite come un accumulo di tossine: è una questione di struttura del tessuto. L’idea delle tossine serve soprattutto a vendere prodotti “drenanti” e “purificanti”.
“La dieta detox la scioglie”
Il National Center for Complementary and Integrative Health (l’ente statunitense che studia le medicine complementari) riporta che non ci sono ricerche convincenti a favore delle diete “detox” né per eliminare tossine né per perdere peso in modo stabile: il calo iniziale dipende dalle poche calorie e di solito si recupera appena torni a mangiare normalmente.
“Basta bere più acqua”
Bere a sufficienza fa bene, e Humanitas lo inserisce tra le buone abitudini insieme a dieta equilibrata e movimento. Ma non ci sono prove che bere di più faccia sparire la cellulite. Una parte dei modelli teorici dà importanza alla microcircolazione e ai liquidi, però uno studio con risonanza magnetica non ha trovato più acqua nel punto in cui derma e grasso si incontrano nelle zone con cellulite. Gonfiore e cellulite, poi, non sono la stessa cosa: se ti si gonfiano le gambe leggi la nostra guida sulla ritenzione idrica nelle gambe.
“Gli integratori la eliminano”
Secondo l’AAD non c’è alcuna prova che un integratore riduca la cellulite. Ne parliamo più nel dettaglio nell’articolo sugli integratori per la cellulite e cosa aspettarsi.
Cosa può migliorarla e cosa no
Un punto fermo: la cellulite non si elimina del tutto, se ne può solo attenuare l’aspetto.
| Intervento | Cosa sappiamo |
|---|---|
| Esercizio fisico (corsa, bici, pesi) | Più muscolo rende la pelle più compatta e liscia. Secondo Cleveland Clinic servono almeno 2-3 mesi per notare qualcosa. |
| Peso stabile (o calo, se sei in sovrappeso) | Può ridurla in alcune persone, ma un dimagrimento forte con pelle lassa può renderla più visibile. |
| Creme con caffeina | Effetto modesto e temporaneo, vanno applicate ogni giorno. |
| Creme con retinolo 0,3% | Possono ispessire un po’ la pelle; servono 6 mesi o più. |
| Onde d’urto acustiche, subcisione, alcuni laser | Sono i trattamenti con i risultati migliori negli studi. La subcisione, che taglia i setti, è tra quelli più duraturi. |
| Massaggi, endermologia, radiofrequenza | Miglioramenti piccoli e di breve durata. |
| Spazzolatura a secco | Nessuna prova di benefici duraturi. |
| Integratori, criolipolisi, mesoterapia | Secondo l’AAD: nessuna prova per gli integratori; la criolipolisi riduce il grasso ma non la cellulite; la mesoterapia ha pochi studi ed effetti collaterali frequenti. |
| Liposuzione tradizionale | Non indicata per la cellulite: può rendere gli avvallamenti più evidenti. |
Se vuoi approfondire le creme, abbiamo analizzato gli studi sulla caffeina nelle creme anticellulite. Sulla spazzola trovi tutto nell’articolo spazzolatura a secco contro la cellulite. Per il movimento, parti dalla nostra guida a sport e ginnastica per la cellulite.
Esistono poi forme più compatte, più molli o con gonfiore, e scale che ne misurano la gravità: le trovi nella guida ai tipi di cellulite: dura, molle ed edematosa.
Quando parlarne con un dermatologo
La cellulite è innocua e non va curata per forza. Se ti dà fastidio, il dermatologo è la figura giusta per capire cosa ha senso nel tuo caso. Prenota una visita soprattutto se:
- hai dolore, sensibilità al tatto o gambe che si ingrossano in modo sproporzionato rispetto al resto del corpo: Cleveland Clinic ricorda che il lipedema è una condizione diversa, che può far male e rendere difficile camminare;
- hai gambe gonfie, pesanti, con capillari o vene evidenti: può servire un controllo della circolazione venosa;
- stai valutando un trattamento medico o chirurgico e vuoi capire rischi e risultati realistici. Su questo punto puoi leggere quando rivolgersi a un chirurgo plastico per la cellulite.
Attenzione al nome: in italiano “cellulite” indica anche un’infezione batterica della pelle (in inglese cellulitis). Se una zona diventa rossa, calda, gonfia e dolente, magari con febbre, non è un inestetismo: contatta subito il medico.
Per approfondire le fonti: la scheda sulla cellulite della Cleveland Clinic, la guida dell’American Academy of Dermatology sui trattamenti che funzionano e la scheda di Humanitas.
Proprio perché la cellulite si vede meno quando la pelle sopra è più spessa e tonica, alcune creme puntano sul derma: abbiamo esaminato le prove sul retinolo contro la cellulite, con limiti e aspettative realistiche.
Domande frequenti
La cellulite è una malattia?
No. È una condizione estetica molto comune, non contagiosa e non dannosa per la salute. Non richiede cure, a meno che non sia tu a voler migliorare l’aspetto della pelle.
Si può eliminare per sempre?
No. Esercizio, peso stabile e alcuni trattamenti dermatologici possono attenuarla, ma nessun metodo la fa sparire in modo definitivo. Diffida di chi lo promette.
Perché ho la cellulite anche se faccio sport?
Perché dipende soprattutto da come sono disposti i setti fibrosi, dagli ormoni e dalla genetica. Lo sport aiuta a rendere la pelle più compatta, ma non cambia la struttura del tessuto. Non a caso l’American Academy of Dermatology ricorda che la cellulite è presente anche nella maggior parte delle donne molto allenate.
Dopo quanto tempo l’esercizio fisico dà risultati?
Secondo Cleveland Clinic servono almeno due o tre mesi di allenamento regolare, con attività come corsa, bici ed esercizi con i pesi.